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Parco del Museo Vincenzo Vela
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Parco del Museo Vincenzo Vela

Ligornetto

Giardino dell'arte
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Orari di apertura

Aprile- Maggio: 10.00-17.00
Giugno-Settembre: 10.00-18.00
Ottobre-Dicembre: 10.00-17.00
Tutte le domeniche: 10.00-18.00
Aperture speciali: Epigania, lunedì di Pasqua, lunedì di Pentecoste, 1 Maggio, 1 e 15 agosto, 8 dicembre
Chiuso lunedì, 24/25/26 dicembre, 1 gennaio

Ingresso

Ingresso al parco gratuito

Ingresso al museo
Intero: CHF 12.-
Ridotto: CHF 8.-

Come arrivare
In treno
Da Nord (Lugano) e da Sud (Chiasso) scendere alla stazione di MENDRISIO da dove si deve proseguire con l'autopostale fino a Ligornetto Posta. Da qui si raggiunge il museo in 5 minuti a piedi.

In auto
Da Lugano, Como e Milano: uscire dall'autostrada (N2) all'altezza di MENDRISIO allo svincolo proseguire sulla superstrada in direzione di Varese-Stabio fino ai semafori e da lì seguire la segnaletica stradale.
Da Varese: passare la frontiera a Gaggiolo. Proseguire per STABIO e seguire la segnaletica stradale.
Cenni storici
Vincenzo Vela (1820-1891), fra i massimi scultori europei del XIX secolo e rappresentante di spicco della corrente realista, fece costuire nel 1862-65 da Cipriano Ajmetti a Ligornetto, suo villaggio natio, una villa con la triplice funzione di residenza, atelier e museo privato per la propria gipsoteca. Donata nel 1892 alla Confederazione Svizzera – insieme alle collezioni in essa conservate – dal pittore Spartaco Vela (1854-1895), figlio di Vincenzo, la Villa divenne nel 1898 il secondo museo federale e il primo museo in Ticino. Immersa in un ampio parco, Villa Vela è considerata una delle più importanti case d'artista dell'Ottocento europeo.

Il parco, elemento cardine del concetto di dimora signorile elaborato dallo stesso artista, è situato su una collinetta che nell'Ottocento rappresentava il coronamento del paese verso la campagna. Questa funzione di cerniera tra pianura e collina è stata recuperata dalla recente valorizzazione del parco (2001), che ha posto l'accento sul binomio di giardino nobile e strutturato, ben visibile dal paese, e di spazio nascosto allo sguardo, articolato in modo meno rigido e più naturale. Oggi una passeggiata nel parco permette di ritrovare elementi inseriti dall'artista nella sua opera d'arte totale: il giardino formale all'italiana, di taglio geometrico, e quello paesaggistico all'inglese, in cui risalta la presenza di uno stagno, le coltivazioni di agrumi e le piccole esposizioni di piante ornamentali, applicati però con rinnovato spirito.

Particolare attenzione è stata rivolta al recupero e al mantenimento di specie botaniche già presenti nei giardini dell'Ottocento: le sempreverdi che compongono boschetti, siepi e filari (bossi, tasso, allori) e le varietà di piante ornamentali scelte per abbellire l'ambiente (rose, camelie, peonie). Notevole per varietà, la collezione di agrumi, tra i quali spicca il Bushukan (“la mano di Buddha”), una varietà di Citrus medica. Il parco ospita regolarmente mostre di arte contemporanea.

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