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Le rose a Palazzo Fantini

IN NOME DELLA ROSA

La rosa accompagna come poche altre piante la storia della civiltà e dei giardini in particolare. Un processo lento e graduale vide, dalle rose selvatiche a cinque petali, la comparsa di rose doppie e semidoppie: merito di mutazioni genetiche spontanee, ma soprattutto delle sempre più perfezionate tecniche di ibridazione dell'uomo, un lavoro che assunse nel tempo proporzioni impressionanti.
 
Tante sono le interpretazioni della rosa - basti pensare alle infinite combinazioni di colori e forma del fiore e del cespuglio - quanti sono gli stili e i gusti della storia del giardino e del paesaggio progettato. 
 
Anche a Palazzo Fantini, nelle colline dell'Appennino tosco-romagnolo, fiorisce ora una collezione di rose che, appartenenti a stili e periodi diversi, asseconda la stratificazione delle aree del giardino stesso, tanto che una visita a questo luogo segreto, può diventare un viaggio lungo l'evoluzione stessa della rosa. 
 
Entrati nella corte principale del palazzo, tra giardini d'inverno in stile liberty e ninfei incorniciati da formelle in terracotta, crescono alcune delle rose rampicanti più profumate in assoluto, come Guinée (1938), rosso cremisi scurissimo, e Nahema, che nel 1997 vinse il premio miglior fragranza al concorso di Monza. Di recente acquisizione, anche la Pierre de Ronsard (1985) con il suo inconfondibile fiore rosa e bianco.
 
Al livello superiore del giardino si estende il giardino all'italiana: qui la topiaria in bosso incornicia ampi ovali bordati di Stachys lanata, a loro volta scrigni che debordano di rose delle varietà più rifiorenti.
Racchiuse ordinatamente da bossi ed erbacee, si esprimono al meglio decine di rose polyantha, come Dick Koster (1935), sempre in fiore fino ai geli. Al centro della collezione spicca dallo scorso anno la nuova rosa intitolata a Grandi Giardini Italiani.
 
Una cascata di Dorothy Perkins incornicia le arcate della serra da fine maggio fino ai primi di giugno.
 
Dove il giardino all'italiana sfuma nel parco all'inglese crescono le rose dalla vegetazione più esuberante, come la rampicante senza spine Rosa banksie Lutea (1824), che, flessuosa, incornicia i passaggi con la sua fioritura giallo zolfo e, lungo i vialetti di ghiaia, i cespugli di Rosa chinensis Mutabilis (1894), i cui fiori virano dal camoscio, al rosa al rosso ramato.