È Milo Manara, tra i più importanti autori del fumetto contemporaneo, il protagonista della mostra autunnale 2026 al Labirinto della Masone.
Promossa dalla Fondazione Franco Maria Ricci e realizzata in collaborazione con COMICON, ''VISIONI. Milo Manara nel Labirinto'' propone una lettura inedita dell'opera dell'artista attraverso uno dei simboli più profondamente legati all'identità del luogo: il labirinto.
Frutto dell'universo culturale di Franco Maria Ricci e del suo rapporto con Jorge Luis Borges, il Labirinto offre una prospettiva ideale per esplorare l'immaginario di Manara, seguendo un filo che attraversa gran parte della sua produzione tra immaginazione, mito e ricerca interiore.
🌀 Tre percorsi nell'immaginario di Manara
In oltre cinquant'anni di carriera, Milo Manara ha costruito un universo figurativo capace di dialogare con la letteratura, il cinema e la grande tradizione artistica occidentale. La mostra invita a scoprirlo attraverso una selezione di tavole, illustrazioni e materiali preparatori provenienti dall'archivio personale dell'artista, da collezioni private e da prestatori internazionali.
Il percorso espositivo si articola in tre sezioni, che interpretano il labirinto come spazio mentale, luogo del mito e metafora del viaggio interiore.
🖼️ Un'opera originale dedicata al Labirinto della Masone
Per VISIONI, Milo Manara ha realizzato una tavola originale concepita appositamente per la mostra. Un omaggio al luogo che ospita l'esposizione e l'immagine simbolo di questo incontro tra fumetto, arte e architettura.
📖 Il volume della mostra
Come di consueto, l'esposizione è accompagnata da un volume pubblicato da Franco Maria Ricci Editore, con testi di Pietro Mercogliano e Claudio Curcio.
Promossa dalla Fondazione Franco Maria Ricci e realizzata in collaborazione con COMICON, ''VISIONI. Milo Manara nel Labirinto'' propone una lettura inedita dell'opera dell'artista attraverso uno dei simboli più profondamente legati all'identità del luogo: il labirinto.
Frutto dell'universo culturale di Franco Maria Ricci e del suo rapporto con Jorge Luis Borges, il Labirinto offre una prospettiva ideale per esplorare l'immaginario di Manara, seguendo un filo che attraversa gran parte della sua produzione tra immaginazione, mito e ricerca interiore.
🌀 Tre percorsi nell'immaginario di Manara
In oltre cinquant'anni di carriera, Milo Manara ha costruito un universo figurativo capace di dialogare con la letteratura, il cinema e la grande tradizione artistica occidentale. La mostra invita a scoprirlo attraverso una selezione di tavole, illustrazioni e materiali preparatori provenienti dall'archivio personale dell'artista, da collezioni private e da prestatori internazionali.
Il percorso espositivo si articola in tre sezioni, che interpretano il labirinto come spazio mentale, luogo del mito e metafora del viaggio interiore.
- 💭 Il labirinto come metafora del subconscio e dell'immaginazione
La prima sezione esplora il labirinto come spazio interiore, dove sogno e realtà si intrecciano e la narrazione diventa un viaggio alla scoperta dell'identità.
Accanto alle tavole di Fone, esplicito omaggio alla Biblioteca di Babele di Jorge Luis Borges, sono presentate opere come Giuseppe Bergman, con il suo protagonista avventuriero ed esploratore di mondi onirici, esotici e filosofici, Viaggio a Tulum, nato dal sodalizio artistico con Federico Fellini, e Fuga da Piranesi.
Lavori diversi, uniti dalla riflessione sui meccanismi del racconto e da percorsi che evocano il labirinto come spazio della mente e dell'immaginazione. - 🏛️ Il labirinto come luogo del mito
La seconda sezione conduce il visitatore in un universo di figure mitologiche, divinità e metamorfosi, attraverso una selezione di bozzetti scenografici realizzati da Manara per l'opera Così fan tutte.
Ispirato alla tradizione ovidiana, questo nucleo espositivo trasforma il labirinto in un luogo simbolico del desiderio, dell'inganno e della metamorfosi. Al centro emerge la figura del Minotauro, emblema del profondo legame tra mito e labirinto. - 📚 Il viaggio interiore
La sezione conclusiva è dedicata alle tavole de Il Nome della Rosa, adattamento a fumetti del celebre romanzo di Umberto Eco.
L'opera rappresenta un significativo punto d'incontro tra Milo Manara, Jorge Luis Borges e Franco Maria Ricci. Nel romanzo, Eco rende omaggio allo scrittore argentino attraverso il personaggio di Jorge da Burgos e costruisce la narrazione intorno al labirinto della biblioteca abbaziale.
Le tavole selezionate entrano così in dialogo con il Labirinto della Masone, richiamandone le geometrie, le prospettive e l'organizzazione degli spazi.
🖼️ Un'opera originale dedicata al Labirinto della Masone
Per VISIONI, Milo Manara ha realizzato una tavola originale concepita appositamente per la mostra. Un omaggio al luogo che ospita l'esposizione e l'immagine simbolo di questo incontro tra fumetto, arte e architettura.
📖 Il volume della mostra
Come di consueto, l'esposizione è accompagnata da un volume pubblicato da Franco Maria Ricci Editore, con testi di Pietro Mercogliano e Claudio Curcio.
