Torna Under the Bamboo Tree, con la nuova edizione Animali Vegetali, diretta artisticamente da Luca Boffi, che il 17 e 18 ottobre porta al Labirinto della Masone il progetto GNOLE.
Al centro della ricerca di Boffi c'è il confine tra corpo e paesaggio. Il nome GNOLE richiama il legno e, allo stesso tempo, la “gnola”, un lamento insistente e ripetuto: una forma espressiva che diventa invocazione rivolta agli altri esseri viventi.
Animali Vegetali è così un appello, quasi un mantra, che richiama la presenza di piante e animali sulla Terra e invita a cambiare prospettiva sul rapporto tra esseri umani e natura.
🎋 Dieci installazioni nel Labirinto e nel Parco
Per entrambe le giornate, la visita si estenderà oltre il dedalo di bambù grazie all'apertura straordinaria del Parco della Fondazione Franco Maria Ricci.
Tra il Labirinto e il Parco, dieci strutture di bambù diventeranno altrettante stazioni di un percorso da esplorare con l'aiuto di una mappa. Le installazioni intrecciano i testi di Luca Boffi con estratti di ''Lettere delle piante agli esseri umani'' di Sanja Särman, romanzo epistolare in cui una pluralità di voci dà forma alla coscienza collettiva delle piante.
Il percorso invita a rovesciare lo sguardo: non un mondo vegetale remissivo o in attesa di essere salvato, ma una presenza che osserva l'essere umano e ne mette in discussione la pretesa di autonomia. Attraversando il paesaggio, saranno le piante a prendere la parola.
🎭 GNOLE - Live performance
Sabato 17 ottobre, alle ore 20.00, la Corte d'Ingresso del Labirinto ospiterà la performance live di GNOLE.
Nato nel 2023 dall'incontro tra Luca Boffi e Daniele Mungai, il progetto è scritto da Boffi e si sviluppa attraverso i suoni dei musicisti Frenetik&Orange e Carmine Iuvone. Alla produzione collaborano l'artista Lorenzo Lunghi, Artificio e Foresta Studio; la direzione della fotografia è affidata a Gianluca Sansevrino.
GNOLE è una forma aperta, capace di cambiare soggetti e configurazioni in relazione agli eventi che la attraversano. Per questa occasione, la ricerca di Boffi dialoga con le parole di Sanja Särman attraverso un'azione costruita per sottrazione, tra percezione visiva, trasformazioni del paesaggio e relazioni di reciprocità tra gli esseri viventi.
Al centro della ricerca di Boffi c'è il confine tra corpo e paesaggio. Il nome GNOLE richiama il legno e, allo stesso tempo, la “gnola”, un lamento insistente e ripetuto: una forma espressiva che diventa invocazione rivolta agli altri esseri viventi.
Animali Vegetali è così un appello, quasi un mantra, che richiama la presenza di piante e animali sulla Terra e invita a cambiare prospettiva sul rapporto tra esseri umani e natura.
🎋 Dieci installazioni nel Labirinto e nel Parco
Per entrambe le giornate, la visita si estenderà oltre il dedalo di bambù grazie all'apertura straordinaria del Parco della Fondazione Franco Maria Ricci.
Tra il Labirinto e il Parco, dieci strutture di bambù diventeranno altrettante stazioni di un percorso da esplorare con l'aiuto di una mappa. Le installazioni intrecciano i testi di Luca Boffi con estratti di ''Lettere delle piante agli esseri umani'' di Sanja Särman, romanzo epistolare in cui una pluralità di voci dà forma alla coscienza collettiva delle piante.
Il percorso invita a rovesciare lo sguardo: non un mondo vegetale remissivo o in attesa di essere salvato, ma una presenza che osserva l'essere umano e ne mette in discussione la pretesa di autonomia. Attraversando il paesaggio, saranno le piante a prendere la parola.
🎭 GNOLE - Live performance
Sabato 17 ottobre, alle ore 20.00, la Corte d'Ingresso del Labirinto ospiterà la performance live di GNOLE.
Nato nel 2023 dall'incontro tra Luca Boffi e Daniele Mungai, il progetto è scritto da Boffi e si sviluppa attraverso i suoni dei musicisti Frenetik&Orange e Carmine Iuvone. Alla produzione collaborano l'artista Lorenzo Lunghi, Artificio e Foresta Studio; la direzione della fotografia è affidata a Gianluca Sansevrino.
GNOLE è una forma aperta, capace di cambiare soggetti e configurazioni in relazione agli eventi che la attraversano. Per questa occasione, la ricerca di Boffi dialoga con le parole di Sanja Särman attraverso un'azione costruita per sottrazione, tra percezione visiva, trasformazioni del paesaggio e relazioni di reciprocità tra gli esseri viventi.
