Grazie al conferimento al FAI di arredi, disegni, documenti e libri, l'Archivio Piero Portaluppi trova infatti una nuova casa proprio in uno degli edifici più celebri dell'architetto milanese. Un legame che si rinnova e che arricchisce la visita di Villa Necchi con un'offerta culturale unica.
🏛️ L'Archivio a Villa Necchi
All'ultimo piano della villa sono state allestite tre sale con un'esposizione permanente di arredi, oggetti e disegni provenienti dall'Archivio Piero Portaluppi.
Il progetto di rifunzionalizzazione e allestimento, affidato a Piero Castellini Baldissera, nipote dell'architetto, con Gianmario Rovida, ricrea l'atmosfera dello studio di Portaluppi di via Morozzo della Rocca, restituendo nuova vita agli spazi della soffitta, originariamente destinati al personale di servizio.
L'Archivio conserva migliaia di documenti originali: oltre 1.000 disegni, fotografie d'epoca, carnet di schizzi e appunti, caricature, cartoline, filmati, libri e riviste di storia dell'architettura, oltre a 19 arredi e oggetti disegnati e utilizzati dall'architetto.
Un patrimonio che sarà non solo esposto, ma anche disponibile alla consultazione e allo studio, in collaborazione con la Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Lombardia e il Politecnico di Milano.
✏️ La mostra temporanea
Ad accompagnare l'apertura dell'Archivio è la mostra “Piero Portaluppi: l'arte del disegno”, a cura di Roberto Dulio, visitabile fino al 18 ottobre 2026.
Sono esposti 44 tra i più significativi disegni dell'architetto milanese, dagli schizzi e dalle caricature degli anni giovanili ai progetti per abitazioni private e palazzi istituzionali, dalle architetture realizzate ai progetti visionari, fino ai dettagli di arredi e decorazioni presenti nella stessa Villa Necchi.
La mostra racconta il disegno non soltanto come strumento tecnico, ma come forma di pensiero e di espressione, capace di rivelare la straordinaria abilità grafica di Portaluppi e la sua sottile vena ironica.
Durante gli anni della formazione al Politecnico di Milano, Portaluppi si dedicò infatti anche alla caricatura, collaborando con alcune riviste dell'epoca. La rapidità del segno e il gusto per la deformazione ironica avrebbero accompagnato anche la sua produzione architettonica.
Il percorso espositivo si sviluppa in due ambienti distinti ma complementari, dove precisione tecnica, ironia, giochi linguistici e immaginazione si intrecciano, mostrando un volto originale e sorprendente dell'architetto che ha contribuito a definire l'immagine della Milano del Novecento.
🎥 Un nuovo percorso di visita
A completare l'esperienza sono stati realizzati un video dedicato alla vita e alla carriera di Portaluppi, schede didattiche e contributi audio di approfondimento sulle opere esposte.
La nuova apertura rappresenta così un ulteriore tassello nel percorso di riscoperta di Piero Portaluppi, la cui opera è oggi indissolubilmente legata a Villa Necchi Campiglio, aperta dal FAI al pubblico nel 2008 e divenuta una delle icone dell'architettura milanese del Novecento.
