Il Labirinto della Masone (Fontanellato, PR) presenta Erté. Lo stile è tutto, la grande mostra primaverile dedicata a Erté, maestro indiscusso dell'Art Déco e protagonista assoluto della cultura visiva del Novecento.
Scenografo, costumista, illustratore e artista visivo, Erté ha saputo creare un linguaggio unico, capace di fondere moda, teatro, grafica e spettacolo in un'estetica raffinata e immediatamente riconoscibile. Le sue opere raccontano l'eleganza modernissima degli anni Venti e Trenta, il mondo delle dive e il dialogo tra alta moda e cultura di massa.
Chi era Erté: artista simbolo dell'Art Déco
Nato in Russia con il nome di Roman Petrovič Tyrtov, Erté si trasferisce a Parigi nel 1912, dove inizia a lavorare giovanissimo per Paul Poiret, il couturier che rivoluzionò la moda del primo Novecento.
Dal 1915 al 1937 collabora con Harper's Bazaar, per cui realizza oltre 200 copertine, contribuendo in modo decisivo alla definizione dell'immaginario visivo dell'Art Déco. Le sue illustrazioni compaiono anche su Vogue, Cosmopolitan e The Illustrated London News, consacrandolo come artista di fama internazionale.
Parallelamente, Erté firma costumi e scenografie per il Music Hall, il teatro e il cinema, dalla Parigi degli anni Venti a New York e Hollywood. Le sue creazioni per le Folies-Bergère e le Ziegfeld Follies - celebri per invenzioni come i sipari viventi e i costumi collettivi - trasformano lo spettacolo in pura visione artistica.
La mostra: oltre 150 opere in esposizione
La mostra riunisce oltre 150 opere, molte delle quali mai esposte al pubblico, offrendo una lettura ampia e inedita dell'universo creativo di Erté. Il percorso include:
- disegni e bozzetti originali
- pochoir e litografie
- materiali editoriali e documenti
- materiali cinematografici
Particolare attenzione è riservata agli anni Dieci, Venti e Trenta, considerati il periodo più originale e innovativo della sua carriera. Tra i prestiti figurano opere provenienti dal Victoria & Albert Museum di Londra, da collezioni private italiane e internazionali e le 28 opere della collezione Franco Maria Ricci.
Erté e Franco Maria Ricci
Il legame tra Erté e Franco Maria Ricci è profondo e storico. Nel 1970 l'editore pubblicò, per la collana I Segni dell'Uomo, il primo importante volume italiano dedicato all'artista, con un testo di Roland Barthes. In quell'occasione alcune opere entrarono a far parte della collezione oggi conservata presso il Labirinto della Masone, recentemente arricchita da nuove acquisizioni.
Allestimento e progetto curatoriale
L'allestimento, di forte impatto scenografico, accompagna il visitatore attraverso sezioni tematiche dedicate ai principali ambiti dell'attività di Erté: moda, teatro, Music Hall, editoria, fino alle celebri serie dell'Alfabeto e dei Numeri.
La mostra è curata da Valerio Terraroli, con organizzazione di Elisa Rizzardi e allestimento di Maddalena Casalis.
È accompagnata da un volume omonimo edito da Franco Maria Ricci, con testi di Valerio Terraroli e Alessandra Tiddia.
Scenografo, costumista, illustratore e artista visivo, Erté ha saputo creare un linguaggio unico, capace di fondere moda, teatro, grafica e spettacolo in un'estetica raffinata e immediatamente riconoscibile. Le sue opere raccontano l'eleganza modernissima degli anni Venti e Trenta, il mondo delle dive e il dialogo tra alta moda e cultura di massa.
Chi era Erté: artista simbolo dell'Art Déco
Nato in Russia con il nome di Roman Petrovič Tyrtov, Erté si trasferisce a Parigi nel 1912, dove inizia a lavorare giovanissimo per Paul Poiret, il couturier che rivoluzionò la moda del primo Novecento.
Dal 1915 al 1937 collabora con Harper's Bazaar, per cui realizza oltre 200 copertine, contribuendo in modo decisivo alla definizione dell'immaginario visivo dell'Art Déco. Le sue illustrazioni compaiono anche su Vogue, Cosmopolitan e The Illustrated London News, consacrandolo come artista di fama internazionale.
Parallelamente, Erté firma costumi e scenografie per il Music Hall, il teatro e il cinema, dalla Parigi degli anni Venti a New York e Hollywood. Le sue creazioni per le Folies-Bergère e le Ziegfeld Follies - celebri per invenzioni come i sipari viventi e i costumi collettivi - trasformano lo spettacolo in pura visione artistica.
La mostra: oltre 150 opere in esposizione
La mostra riunisce oltre 150 opere, molte delle quali mai esposte al pubblico, offrendo una lettura ampia e inedita dell'universo creativo di Erté. Il percorso include:
- disegni e bozzetti originali
- pochoir e litografie
- materiali editoriali e documenti
- materiali cinematografici
Particolare attenzione è riservata agli anni Dieci, Venti e Trenta, considerati il periodo più originale e innovativo della sua carriera. Tra i prestiti figurano opere provenienti dal Victoria & Albert Museum di Londra, da collezioni private italiane e internazionali e le 28 opere della collezione Franco Maria Ricci.
Erté e Franco Maria Ricci
Il legame tra Erté e Franco Maria Ricci è profondo e storico. Nel 1970 l'editore pubblicò, per la collana I Segni dell'Uomo, il primo importante volume italiano dedicato all'artista, con un testo di Roland Barthes. In quell'occasione alcune opere entrarono a far parte della collezione oggi conservata presso il Labirinto della Masone, recentemente arricchita da nuove acquisizioni.
Allestimento e progetto curatoriale
L'allestimento, di forte impatto scenografico, accompagna il visitatore attraverso sezioni tematiche dedicate ai principali ambiti dell'attività di Erté: moda, teatro, Music Hall, editoria, fino alle celebri serie dell'Alfabeto e dei Numeri.
La mostra è curata da Valerio Terraroli, con organizzazione di Elisa Rizzardi e allestimento di Maddalena Casalis.
È accompagnata da un volume omonimo edito da Franco Maria Ricci, con testi di Valerio Terraroli e Alessandra Tiddia.
