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Grandi Giardini Italiani
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PIETRO PORCINAI

Il più grande architetto del paesaggio italiano del Novecento

Biografia
Pietro Porcinai (1910-1986) è stato il più grande paesaggista italiano del Novecento. Nell'arco della sua lunga carriera ha progettato e realizzato sistemazioni paesaggistiche di enorme valore, spaziando dal giardino al parco urbano, dall'area industriale al villaggio turistico, dall'autostrada all'area agricola.
Oltre 1100 progetti straordinari realizzati in Italia e nel mondo.

Porcinai nasce nel 1910 a Settignano, sulle colline fiorentine, in un'abitazione annessa a Villa Gamberaia, in cui il padre Martino lavora in quegli anni come capo-giardiniere.
L'ambiente familiare stimolante e il contesto culturale fiorentino, popolato al tempo da una comunità internazionale di artisti e intellettuali anglofoni, accompagnano Porcinai alla scoperta dell'arte dei giardini, in un momento in cui si assiste al rinnovamento dell'idea del giardino formale all'italiana (caduto in disgrazia agli inizi dell'Ottocento con la moda del parco romantico Inglese) e viene riaffermata la validità del giardino rinascimentale e barocco.

Dopo aver conseguito il diploma di perito agrario Porcinai lavora in Belgio e in Germania (1928-29).
Tornato a Firenze, dopo un'esperienza presso l'Istituto di Agraria (1932), lavora con il vivaista pistoiese Martino Bianchi. Negli stessi anni frequenta il liceo artistico di Firenze, diplomandosi nel 1935, per iscriversi nel 1941 al Regio Istituto Superiore di Architettura, che abbandona definitivamente nel 1945, senza laurearsi, in polemica con l'istituzione che secondo il suo parere non è in grado di svolgere il ruolo sociale di formare alla conoscenza della bellezza ed educare alla creatività e all'arte, il cui modello primario è la Natura.

Ritornato all'estero Porcinai conosce i più importanti architetti europei del giardino, come Fritz Enchke, Karl Förster, Gustav Lüttge, Russel Page, Geoffrey Jellicoe, René Pechère, Gerda Gollwitzer e ha la possibilità di confrontarsi con il loro metodo di lavoro, le loro tecniche colturali, le loro soluzioni formali.
Nel 1937 inizia la sua collaborazione, seppure saltuaria, per la rivista di architettura Domus, diretta da Giò Ponti.

Nel 1938, a soli 28 anni, fonda a Firenze, con Nello Baroni e Maurizio Tempestini, uno studio che diventerà presto un vivace punto di riferimento nella vita culturale cittadina e gli consentirà di entrare in contatto con importanti famiglie di imprenditori, futuri committenti.
Nel maggio del 1940 fonda con Ugo Bagni e Bruno Marchesi la Società Il Giardino, specializzata nella realizzazione e manutenzione di parchi e giardini.

Nel 1941, dalla collaborazione con Giuseppe Zecchi e Ugo Mechetti nasce la Società Arno per la fabbricazione di ceramiche artistiche.

Nel 1947, insieme a Tempestini e Baroni, fonda OP-Organizzazioni Professionisti per la sintesi nel lavoro, un nuovo studio associato collegato con altri professionisti in varie zone d'Italia.

Nel 1948, al Jesus College di Cambridge, è fra i soci fondatori dell'IFLA - International Federation Landscape Architecture insieme ad un gruppo internazionale di paesaggisti: scopo dell'associazione è diffondere la cultura paesaggistica e migliorare la qualità della vita della società.

Dopo il 1948, consolidata la clientela privata, insieme ad incarichi pubblici di rilievo ha l'opportunità di fare grandi esperienze internazionali: il progetto per l'Hansaviertel Park di Berlino (1956); la consulenza per Abu Simbel (1963); il progetto per la sistemazione esterna del Centro Pompidou (1973); il progetto dei parchi delle città dell'Arabia Saudita (1975-76); il concorso per Abidjan (1979) e il concorso per il parco de La Villette (1982). In queste esperienze Porcinai si dimostra nel pieno della sua maturità e libero di affermare le soluzioni in cui crede. Collabora tra gli altri con Ludovico Belgioioso ed Ernesto Nathan Rogers, Vittoriano Viganò, Marco Zanuso e Pietro Consagra, Riccardo Morandi, Oscar Niemeyer, Renzo Piano e Richard Rogers, Carlo Scarpa, Franco Albini e Franca Helg ideando parchi e giardini.

Nel 1950 stimola la fondazione della sezione italiana dell'IFLA con pochi altri pionieri che danno vita all'AIAP Associazione Italiana Architetti del Giardino e del Paesaggio di cui è per molti anni Segretario e poi Presidente onorario.

Negli anni '60 decide di organizzare un Centro educativo a Villa Rondinelli, a San Domenico di Fiesole, che ristruttura e restaura quale sede del suo studio: il Centro educativo e di incontro internazionale, nel progetto di Porcinai, sarebbe stato un modo per scambiarsi idee, esperienze e opinioni come accadeva, un tempo, nei vicini giardini rinascimentali.
Impegnato a favore della professione di architetto paesaggista, partecipa attivamente a vari consessi internazionali; nel 1971, a Fontaibleau, prende parte al Primo colloquio internazionale sulla conservazione e il restauro dei giardini storici indetto dall'ICOMOS International Council of Monuments and Sites e nel 1982, a Firenze, redige la Carta Italiana dei giardini storici.

Porcinai ha ottenuto vari riconoscimenti ufficiali come il Premio IN-Arch 1960 e l'Award of Merit della School of Environmental Design dell'Università della Georgia e l'8 giugno 1979 l'Anello di Friedrich Ludwigh von Schkel conferitogli dall'Accademia Bavarese delle Belle Arti, primo italiano e primo non tedesco ad aver ricevuto tale prestigioso riconoscimento. Nel 1985, unico italiano vivente, può vantare un'ampia scheda biografica nel volume Oxford Companion to Gardens di Sir Geoffrey e Susan Jellicoe.

Insieme ai numerosi progetti, Porcinai ha lasciato vari saggi che sono preziosi per comprendere la sua cultura, il suo metodo di lavoro e le sue scelte progettuali. Il saggio più famoso, scritto in collaborazione con il filosofo e Terziario francescano Attilio Mordini, è Giardini d'occidente e d'oriente (F.lli Fabbri Ed., Milano -1966). Oltre agli articoli pubblicati per la rubrica sul verde e il giardino nella rivista Domus, a partire dagli anni trenta, i suoi saggi sono stati pubblicati su varie riviste italiane e straniere.

Porcinai è stato anche designer di arredi e articoli da giardino: ha disegnato ad esempio le sedute e i divani in pietra realizzate dal Laboratorio Morseletto di Vicenza, arredi in ferro, vasi ed altro.

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