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PADRE E FIGLIO

Ettore Pistoletto Oliviero e Michelangelo Pistoletto

Dal 17 aprile al 13 ottobre 2019 Biella e Trivero ospitano Padre e Figlio, un grande progetto espositivo diffuso, sviluppato in tre diverse sedi, Palazzo Gromo Losa, Cittadellarte e Casa Zegna, per un unico progetto espositivo realizzato da Fondazione Cassa di Risparmio di Biella, Cittadellarte - Fondazione Pistoletto e Fondazione Zegna.

L'esposizione, a cura di Alberto Fiz, mette in dialogo l'opera di Michelangelo Pistoletto (1933), tra i maggiori protagonisti della scena internazionale, con quella di suo padre Ettore Pistoletto Olivero (1898-1982), nato il 17 dicembre 1898, apprezzato pittore di paesaggi e nature morte, la cui vicenda artistica è strettamente legata a quella di Ermenegildo Zegna. Il racconto che ne scaturisce è l'occasione per affrontare molteplici tematiche, a partire - come evidenzia il titolo della mostra – da uno dei grandi archetipi della storia, oggi reso particolarmente attuale dai profondi mutamenti sociali.

Oggetto d'indagine sin dall'antichità (basti pensare al mito di Edipo), il rapporto padre-figlio, con tutte le sue implicazioni e sfumature, sarà per tutta la durata dell'esposizione tema di dibattito e approfondimento, facendo di Biella il punto di partenza per un confronto destinato a svilupparsi in ambito nazionale. Una riflessione che in questo territorio, con la sua celebre tradizione imprenditoriale e il conseguente, delicato, passaggio generazionale, trova particolare incidenza e attualità. Ed è proprio Michelangelo Pistoletto a tracciare la strada: la questione cruciale è “lasciare un'eredità ai padri”.

La mostra Padre e Figlio si svolge in un anno significativo per la città di Biella, che ha di recente proposto la propria candidatura al Network Unesco delle città creative. Ambasciatore ufficiale della candidatura sarà proprio Michelangelo Pistoletto che per l'occasione ha realizzato uno speciale simbolo del ''Terzo Paradiso'', presentato durante l'Opening Meeting del 31 gennaio 2019 a Palazzo Gromo Losa.
Una parte del periodo di apertura della mostra coincide con un momento magico per visitare l'Oasi Zegna. Alle spalle del Lanificio di Trivero, si trova la Conca dei Rododendri, una piccola valle dalle tinte fiabesche progettata dall'architetto Pietro Porcinai e più di recente seguita da Paolo Pejrone. Da metà maggio a metà giugno, la fioritura dei rododendri regala alla Conca un'incredibile palette di colori: un'esplosione di bianchi rossi, rosa e viola in un colpo d'occhio indimenticabile. In collaborazione con Grandi Giardini Italiani verranno organizzate passeggiate accompagnate durante tre weekend (18-19 maggio, 25-26 maggio e 1-2 giugno): percorsi della durata di circa due ore (partenze alle 10.00 e alle 14.30 da Casa Zegna) lungo un agevole sentiero, accompagnati da guide naturalistiche che illustreranno la fioritura e i suoi segreti. Il 25 e 26 maggio, in occasione della Giornata Mondiale della Biodiversità, le escursioni saranno condotte da un botanico che illustrerà la varietà di specie che vivono nel territorio dell'Oasi. Sempre domenica 26 maggio, è prevista alle ore 10.00 una passeggiata mattutina per persone con disabilità lungo un sentiero dedicato percorribile in 45 minuti.

All'interno dell'Oasi si inserisce anche la Panoramica Zegna, l'opera architettonica-ambientale voluta da Ermenegildo Zegna che permette ancora oggi di godere un accesso unico alle Alpi biellesi. Ermenegildo Zegna commissionò a Ettore Pistoletto Olivero la documentazione attraverso i suoi dipinti della costruzione della Panoramica tra il 1952 e il 1953: le opere saranno esposte a Casa Zegna all'interno del percorso espositivo della mostra Padre e Figlio. Alcune riproduzioni dei quadri verranno posizionate su pannelli proprio lungo la Panoramica per spiegare l'evoluzione del contesto e per illustrare l'importanza dell'opera voluta da Ermenegildo Zegna, attraverso l'occhio pittorico attento e realistico di Ettore Pistoletto Olivero.

Tra la fine di aprile e l'inizio di maggio i visitatori potranno godere della piena fioritura dei pergolati di rose all'interno dei giardini all'italiana di Palazzo Gromo Losa. Uno spettacolo suggestivo creato dal mecenatismo del biellese Emanuele Rosa che, in omaggio alla tradizione e creatività tessile della sua terra, ha voluto riprodurre con i fiori la bellezza dell'intreccio di fili colorati che è alla base dei tessuti più famosi del mondo.

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