Grandi Giardini Italiani
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Aprile
2019
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Villa La Babina, un raro esempio di villa di villeggiatura in terra imolese

Monica Lamberti intervista Giovanni Bettini, Presidente della Clai di Sasso Morelli Imola

ML: Alla CLAI, cooperativa agricola del territorio imolese, una filiera integrata dall’allevamento alla trasformazione di carni e salumi, si deve il restauro della Villa La Babina e del suo parco, oggi sede del centro direzionale della cooperativa che ne ha la proprietà e di cui lei è Presidente. Com’è maturata la scelta di recuperare questo sito e di stabilirne all’interno il centro delle attività della cooperativa?
GB: La CLAI costituita nel 1962, ha mantenuto un profondo legame di appartenenza con il territorio da cui la singolare esperienza della cooperativa si è generata e si è consolidata nel tempo. L’acquisizione nel 1999 di "Villa La Babina" nasce da questo legame e dal desiderio di recuperare un bene storico, architettonico, ambientale di particolare pregio che altrimenti sarebbe andato in rovina. Da quì il restauro conservativo della Villa è stato funzionale alla creazione di un luogo di lavoro, di formazione e di accoglienza con la realizzazione del Centro Direzionale, accompagnato dagli interventi sul parco per riportarlo all’antico splendore.

ML: In terra emiliana dove storicamente l'agricoltura ha lasciato poco spazio alla creazione di giardini a scopo ornamentale, "Villa La Babina" può essere considerata un raro esempio di villa di villeggiatura abbracciata da un lussureggiante parco ottocentesco. Qual è la sua storia?
GB: Nell’Imolese sono numerosi gli esempi di “Casini di campagna”, ville padronali poste al centro di vaste proprietà agricole di importanti famiglie Imolesi, nobili e borghesi, con la funzione di casa di villeggiatura e di governo delle attività agricole legate alla stagionalità delle produzioni, ma anche al “piacere di vivere in villa” nel periodo primaverile, estivo e nel tempo della caccia.
"Villa La Babina" a Sasso Morelli, è un complesso esemplare di villa, giardino e campagna: la rarità è nell’avere mantenuto questa unità paesaggistica. La Villa si presenta come il risultato di interventi che si sono succeduti nel tempo che hanno trasformato il fabbricato da rustico a casa padronale. La Babina è citata in un testamento del 1703, fu ricostruita e ampliata tra la fine del 700 e i primi dell’800, conserva elementi architettonici del periodo Neoclassico.
L’attuale struttura del parco di tipo paesaggistico, romantico, risale all’ultimo quarto del 1800.

ML: La cooperativa agricola, che lei presiede, assicura una produzione di filiera integrata “dal campo alla tavola” carni e salumi di alta qualità, certificata. Seguendo questo fil rouge ogni anno il Clai assegna il “Premio Clai 100% Italiano” all’impresa che si è distinta nella valorizzazione della cultura del lavoro e dell'italianità. A chi è andato il premio nel 2018?
GB: Nell’ultima edizione il Premio è stato assegnato alla cooperativa sociale “Giotto” di Padova che si dedica al reinserimento lavorativo dei detenuti del Carcere di Padova, e di giovani portatori di disabilità. Sono vari i laboratori attivati, il più conosciuto è la Pasticceria Artigianale “GIOTTO” dal Carcere di Padova. Recuperare la dignità personale attraverso il lavoro, un’opera sociale di grande rilievo che abbiamo voluto premiare perché ne condividiamo i valori, valori che sono alla base della nostra impresa.

ML: Il Parco della Villa guarda i campi coltivati attorno attraverso una quinta verde di alberi, costituita per lo più da farnie e lecci con esemplari secolari e in cui vegeta un olmo ciliato monumentale. Il fronte della Villa ottocentesca, invece, è dominato da un lussureggiante prato e da una variopinta collezione di ortensie. Come fate per l'approvvigionamento dell'acqua?
GB: La gestione del parco è improntata alla sostenibilità, con una forte attenzione ad applicare tecniche agronomiche che integrino alla somministrazione di acqua, pur necessaria, zappature e scerbature per il mantenimento dell’umidità nel terreno. I prati sono costituiti da essenze naturali, polifiti con un basso fabbisogno irriguo. Alla scarsità di piogge e alle elevate temperature estive che caratterizzano climaticamente il nostro territorio, sopperiamo con l’utilizzo di acqua da un pozzo artesiano, in particolare per le ortensie.

ML: Ogni anno il Clai organizza in Settembre “La Festa del Contadino” ed è tra i promotori di “Naturalmente Imola”, un itinerario di giardini da visitare che include tra gli altri i giardini del Network di Villa di Montericco dei Pasolini dall'Onda, di Palazzo di Varignana e di Palazzo Fantini. Com'è nata l'iniziativa?
GB: “Naturalmente Imola” nasce per iniziativa del Comune di Imola con la collaborazione fattiva della CLAI e dell’Associazione culturale “Nel giardino Nella Natura” per valorizzare il patrimonio culturale, paesaggistico e ambientale costituito dai parchi e dai giardini, pubblici e privati, grandi e piccoli, entro e fuori le mura della città. Una proposta di visite e iniziative collaterali strutturate e organizzate in rete, per tutto il mese di Maggio.
Un’occasione utile anche a valorizzare il network in terra di Romagna.

ML: Quale giardino del network Grandi Giardini Italiani vorrebbe visitare prossimamente e perché?
GB: Vorrei visitare Arte Sella in Trentino a Borgo Valsugana, che dopo gli eventi disastrosi dell’Ottobre 2018, riaprirà il prossimo 1 Maggio il giardino di Villa Strobele, con l’augurio che il Percorso Arte e Natura in Val di Sella possa riaprire al più presto.
Il perché? Sono rimasto affascinato dalle opere degli artisti che dalla natura hanno tratto ispirazione per realizzare le installazioni, viste in fotografie e filmati, e ora per la gran parte distrutte dalla tromba d’aria.

ML: Per chiudere, Le va di condividere con i nostri lettori una memoria storica legata al complesso?
GB: Durante la Seconda Guerra Mondiale, fra l’autunno del 1944 e la primavera del 1945, la Villa fu sede di un comando tedesco. Per festeggiare il Natale i soldati tedeschi tagliarono le punte dei grandi abeti del parco per farne Alberi di Natale. In altro modo gli alberi del parco vennero tagliati per riscaldare le case e i rifugi degli abitanti del piccolo borgo di Sasso Morelli.
Pochi anni dopo la fine della guerra, con lungimiranza, i proprietari ripiantarono le piante danneggiate dagli eventi bellici, un nuovo inizio per Villa La Babina.
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Tutto ciò che ci rallenta e ci costringe alla pazienza, tutto ciò che ci riporta ai ritmi lenti della natura, è un aiuto. Il giardinaggio è uno strumento di grazia.

- May Sarton -
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