| 29-08-2012 |
Alla riscoperta di due tesori: IL VITTORIALE DEGLI ITALIANI e il GIARDINO BOTANICO ANDRÈ HELLER |
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Ecco un altro appuntamento davvero speciale alla riscoperta dei Grandi Giardini Italiani: questa settimana infatti vi proponiamo un vero e proprio mausoleo della vita avventurosa di artista ed eroe di uno dei poeti più importanti d’Italia ed un Giardino senza eguali in altri parchi e giardini botanici: IL VITTORIALE DEGLI ITALIANI ed il GIARDINO BOTANICO ANDRÈ HELLER.
Situati entrambi nella preziosa città di Gardone Riviera, pur nella loro diversità, sono accomunati dall’essere mete imperdibili ed irrinunciabili per chiunque si trovasse a passare di lì.
IL VITTORIALE DEGLI ITALIANI non è solo la meravigliosa casa di Gabriele d'Annunzio, eretta a Gardone Riviera sulle rive del lago di Garda dal poeta-soldato con l'aiuto dell'architetto Giancarlo Maroni, ma un vero e proprio mausoleo della sua avventura di artista ed eroe.
“ Ho trovato qui sul Garda una vecchia villa appartenuta al defunto dottor Thode. È piena di bei libri... Il giardino è dolce, con le sue pergole e le sue terrazze in declivio. E la luce calda mi fa sospirare verso quella di Roma. Rimarrò qui qualche mese, per licenziare finalmente il "Notturno" scrive d'Annunzio alla moglie Maria in una lettera del febbraio del 1921, proprio pochi giorni dopo il suo arrivo a Gardone; l’intenzione era forse quella di soggiornare solo per un breve periodo ma oggi sappiamo che quella gardonese fu proprio la sua ultima e definitiva dimora.
Il fascino, l’eleganze e la storia legata a questo Giardino ne fanno uno dei tesori più preziosi della Lombardia.
Il poeta ha progettato nel dettaglio la scenografia stravagante della sua abitazione, la Prioria, dove sono raccolti migliaia d’oggetti d’arte, ceramiche, argenti, tappeti. Al pari degli interni, i nove ettari di verde digradanti sul lago sono oggetto di un accuratissimo allestimento d’autore.
Natura e Arte si rivelano più che mai un unico “dio bifronte” nel Giardino del Vittoriale, tra apparizioni, simbologie, prospettive curiose, esaltate da una profusione di oleandri, palmizi, acanti, rododendri, molti cipressi e ulivi tra siepi di lauro e mirto, mentre la geometria delle terrazze di un’antica limonaia convive a sorpresa con la sensualità di un roseto. Fruttifica ovunque il melograno, che d’Annunzio elegge a suo emblema di vita e che nel Frutteto viene celebrato nell’opulenta scultura della Canefora di Napoleone Martinuzzi. Inquadrato in una incredibile cornice naturale sorge un arioso Anfiteatro all’aperto, oggi sede di una prestigiosa stagione teatrale estiva. Il Giardino quindi è il trionfo artistico naturale dove prendono posto le memorie epiche del poeta stesso.
Il Vittoriale è aperto tutto il giorno, dalle ore 8.30 alle ore 20.00 fino al 30 settembre.
Il GIARDINO BOTANICO ANDRÈ HELLER, invece, racchiude al suo interno specie botaniche provenienti da ogni parte del mondo, dalle Alpi all’Himalaya, dal Mato Grosso alla Nuova Zelanda, dal Giappone all’Australia, al Canada, all’Africa.
L’obiettivo della naturalezza e dell’amore paesaggistico e naturalistico è l’elemento unificante di un giardino in cui si mescolano ambienti diversi, dai ruscelli e le cascate, agli stagni con carpe koi, trote e immagini riflesse del volo delle libellule, alle colline in pietra dolomitica accanto a cactus e torri ricoperte di edera.
Quest’incredibile varietà si sposa armonicamente con le strutture artificiali create nel giardino ed è arricchita da sculture contemporanee e da effetti scenografici sorprendenti, offrendo al visitatore l’opportunità di compiere un viaggio inconsueto in un mondo che coniuga natura ed arte, ambedue di qualità internazionale, tra le sculture di famosi artisti affiancate ad opere indiane e marocchine; André Heller, poeta-artista austriaco, è il custode di questo paradiso dal 1989 ed è visitabile tutti i giorni, dalle ore 9.00 alle ore 19.00 fino ad ottobre. |
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| 22-08-2012 |
Alla riscoperta del Parco Storico Seghetti Panichi |
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L’appuntamento di questa settimana è con un giardino storico famoso in tutto il mondo per rarità e bellezza: Il Parco Storico Seghetti Panichi.
Su una collina adagiata in prossimità della Vallata del fiume Tronto, ad una manciata di chilometri da Ascoli Piceno, sorge in tutto il suo splendore il Borgo Storico Seghetti Panichi, circondato ed impreziosito da un parco storico di rara ed autentica bellezza.
Nel 1870 la famiglia Carfratelli Seghetti decide di trasformare quella che nel Medioevo era stata torre, castello e palazzo di campagna, ingentilendola con un leggiadro ed elegante giardino. Il lavoro fu affidato ad un grande paesaggista tedesco appassionato di piante esotiche: Ludwig Winter.
Il risultato fu un meraviglioso, unico ed ancor più raro esempio di giardino esotico con palmizi, terrazzamenti e agrumi tipici del paesaggio ligure, trapiantato e ben inserito nel cuore delle Marche.
Ancora oggi sono ben visibili l’articolata rete idrica e le serpentine di canali di cotto per il deflusso delle acque piovane, elementi di struttura che si inseriscono perfettamente nel disegno morbido e sinuoso del giardino.
Camminando in un piacevole dipinto naturale e sostando in luoghi calmi e rasserenanti si può godere dei particolari effetti benefici generati dalle varie specie di piante custodite nel giardino.
Una tappa assolutamente da non perdere durante la visita è Il Ristorante del Borgo, immerso proprio nel Borgo Storico Seghetti Panichi, a cura dei due giovani chef marchigiani Davide Camaioni e Davide Fabi Cannella.
Alla base dei loro piatti ci sono tre ingradienti fondamentali: la passione, la creatività e l’amore – da cui deriva il cibo migliore.
Entrambi si ispirano alle antiche ricette delle nonne, che interpretano e ri-inventano a modo loro.
Il Ristornate del Borgo è aperto 7 giorni su 7, sia a pranzo che a cena e in estate, anche per appetitosi snack in piscina per gli ospiti del Borgo.
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| 14-08-2012 |
Alla riscoperta di due tesori: il PARCO DI PINOCCHIO e il GIARDINO STORICO GARZONI |
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In occasione di Ferragosto vogliamo regalare un appuntamento speciale alla riscoperta dei Grandi Giardini Italiani: questa settimana infatti vi proponiamo un Parco unico nel suo genere, frutto della preziosa creazione collettiva di artisti di grande personalità, ed un Giardino meraviglioso, che rappresenta la felice sintesi fra la geometricità rinascimentale e la spettacolarità del nascente barocco: IL PARCO DI PINOCCHIO ed il GIARDINO STORICO GARZONI.
Li abbiamo affiancati perché sono entrambi importanti elementi della splendida città di Collodi; due luoghi e due itinerari diversi che hanno in comune l'armonia con il paesaggio toscano e la capacità di portare la fantasia verso dimensioni inusuali e fiabesche.
Il PARCO DI PINOCCHIO non è un consueto parco di divertimento: è un luogo di attività culturali sempre rinnovate ma mai troppo lontane delle proprie radici: mostre d'arte e d'illustrazioni ispirate alla lettura per ragazzi e alla Storia di Pinocchio, laboratori di creazione e di spettacoli di burattini, marionette e cantastorie arricchiscono secondo la stagione, la visita del Parco.
Il Percorso letterario, scandito da mosaici, edifici e sculture immerse nel verde, nasce grazie all' unione fra arte e ambiente: l'andamento è tortuoso, la folta vegetazione fa sì che ogni tappa giunga sorprendente e inaspettata, le piante stesse contribuiscono a creare l'atmosfera e gli episodi del racconto delle Avventure di Pinocchio.
GIARDINO STORICO GARZONI si può invece considerare un'opera d'arte di raro equilibrio, dove il verde, le scalinate, i trionfi d'acqua e le statue costituiscono un tutto unico.
Il consiglio è di lasciarsi travolgere dalle meraviglie di questo luogo della fantasia: grotte, teatri ricavati da siepi di bosso, statue rappresentanti esseri mitologici, satiri, figure femminili, serre con i pavoni, foreste di bambù e molto altro ancora.
Le scalinate dominano incontrastate e creano l’armonia e la maestosità di tutto il giardino; attraverso di esse si raggiungono le tre terrazze superiori. L’impressionante scala d’acqua è fiancheggiata da due statue di donne che rappresentano le due eterne rivali: Lucca e Firenze.
A dominare il tutto vi è la statua della Fama che soffia in una conchiglia dalla quale scaturisce un getto che traccia un arco altissimo.
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| 08-08-2012 |
Alla riscoperta del Giardino Esotico Pallanca |
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Per questo secondo appuntamento alla riscoperta dei Grandi Giardini Italiani vogliamo proporvi “un sentiero tra i cactus”, un angolo esotico in Riviera: il Giardino Esotico Pallanca.
Alle porte di Bordighera sorge in tutto il suo splendore il "Giardino esotico Pallanca" .
Agli occhi dei visitatori si presenta come un ripido pendio roccioso a picco sul mare, con i terrazzamenti tipici della zona ricavati nell’arenaria ocra alle pendici del Monte Nero e riccamente decorato da un’infinità di meravigliose piante esotiche dalle forme più svariate . La particolarità di tutte le piante esotiche è la poca necessità di acqua per sopravvivere ma per la creazione di un giardino così raffinato e meraviglioso le cure richieste sono state infinite;
la ricchezza delle varietà presenti (oltre tremila) ed anche delle loro dimensioni eccezionali, fanno del giardino una rarità sia a livello nazionale che internazionale.
Ma le piante esotiche non sono l’unico spettacolo: la ricchezza botanica si accompagna alla suggestione del paesaggio naturalistico creando un quadro armonioso di forme, colori e dal gusto irraggiungibile.
Il Giardino infatti si snoda fra le rocce, con terrazze e scalette che offrono zone di ombra e spazi per la meditazione oltre che meravigliosi scorci del mare e della baia sottostante:uno scenario davvero unico nel suo genere.
Ogni angolo del giardino offre la possibilità di far scoprire qualcosa di unico e raro in quello che possiamo definire un vero e proprio monumento naturalistico.
La gestione del Giardino è oggi affidata all’Associazione Culturale Botanica Esotico Pallanca http://www.pallanca.it/
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| 02-08-2012 |
Alla riscoperta delle Isole di Brissago |
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Per la prima tappa del viaggio alla scoperta dei più bei giardini visitabili d'Italia abbiamo pensato ad un luogo che evochi al tempo stesso stupore, fantasia e meraviglia e vi dia l'occasione per una gita un pò diversa dal solito... Immerse nelle acque del Verbano, che accumulano calore durante l’estate e lo restituiscono in inverno, protette dalla catena alpina e ricche di sole, le Isole di Brissago incantano il viaggiatore per storia e bellezza con i suoi panorami scenografici.
Sono collocate sulle rive del Lago Maggiore, in territorio svizzero e sono altresì famose per essere la zona elvetica più assolata sbaragliando tutti gli altri cantoni svizzeri. Possiamo davvero definirlo un angolo “esotico” racchiuso e protetto dalle alte vette alpine che mostrano il loro tipico mantello di neve, più o meno lungo, a seconda delle stagioni.
Ci sono due modi per raggiungerle: o via lago, con il battello da Ascona, o con la strada fino a giungere all’imbarcadero di porto Ronco. Gli scenari che vi troverete di fronte sono da cartolina grazie all’armonia del paesaggio nel quale vi troverete piacevolmente immersi.
Visitare le isole di Brissago è come fare un vero e proprio “giro del mondo botanico” in pochi passi ed avere la sensazione di essere arrivati in un luogo ben diverso da quello da cui siete partiti; le isole infatti sono la sede del parco botanico del Canton Ticino: la più piccola è l’isola di Sant’Apollinare, è la più “selvaggia”, è ricoperta da un’infinita varietà di flora spontanea lacustre.
La più grande invece è l’isola di San Pancrazio ed ospita il bellissimo palazzo Emden al quale fa da cornice un parco meraviglioso ricco di 1700 specie di piante provenienti da diverse parti del mondo, a partire da quelle dell’area mediterranea, a quelle del Sud Africa ma anche provenienti dall’Oceania e dalle Americhe.
La loro storia è altrettanto famosa quanto il loro fascino: vennero acquistate nel 1855 dalla baronessa Antoniette de Saint Leger e a quell’epoca erano poco più di due scogli glabri. Dopo una prima trasformazione vi fu un cambio di proprietà e le isole passarono nelle mani del ricco commerciante Max Emden che oltre ad aver fatto costruire il sontuoso palazzo che ancor oggi porta il suo nome non fece alcuna manomissione al parco che rimase così invariato ancora per diverso tempo.
In questa briciola di terra è racchiuso un mondo meraviglioso fatto di storia, cambiamenti, natura e stupore, a voi ora il compito di scoprirli!
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