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Giardino Storico Garzoni
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Giardino Storico Garzoni

Collodi, Pistoia

Adatto a famiglie
Animali domestici accettati
Bookshop
Parzialmente accessibile ai disabili
Ristorazione
GalleryScopriVideo

Aperture

Alta Stagione
1 Marzo - 2 Novembre: tutti i giorni dalle 9:00 al tramonto

Bassa Stagione
3 Novembre - 28 Febbraio: sabato e festivi dalle 10:00 al tramonto

In altri giorni, apertura su prenotazione per gruppi

La Collody Butterfly è visitabile solo in alta stagione

Costi

Intero € 13,00 (bassa stagione € 10,00)
Ridotto e gruppi: € 10,00 (bassa stagione € 8,00)
Scuole: € 8,00 (bassa stagione € 7,00)

Ingresso comprensivo di visita al Parco di Pinocchio
Intero € 22,00 (bassa stagione € 18,00)
Ridotto e gruppi: € 18,00 (bassa stagione € 15,00)
Scuole: € 13,00 (bassa stagione € 10,00)

Appunti di viaggio
Consiglio di visitare questo capolavoro vegetale di sera, soprattutto in estate, sarà più piacevole la passeggiata tra i suoi continui sali e scendi. Ciò si deve alla sua particolare conformazione geografica che lo rende il primo giardino storico in Europa incastonato nella collina. Dal parterre inizia la vostra visita che tra vialetti, giochi d'acqua, fontane e statue raffiguranti ora dei ora animali, vi condurrà fino alla scoperta del giardino e dei suoi angoli suggestivi come il Labirinto, il Teatro di Verzura, il Viale dei Poveri affiancato da figure pittoresche e al caratteristico padiglione dei Bagnetti fino alla Villa che affianca e sovrasta il giardino.
Emozionante la Butterfly House, fortemente voluta dal presidente del parco Pierfrancesco Bernacchi, un favoloso scrigno di cristallo che ospita un giardino tropicale animato dal volteggiare di migliaia di coloratissime farfalle e cinguettanti uccellini.
Per assaggiare i sapori della tradizione culinaria toscana vi consiglio una sosta al Ristorante Villa Garzoni. Lo chef consiglia l'originale 'Peposo alla fornacina d'Impruneta'….deliziosa!
Vale il viaggio anche la visita alla parte alta del borgo Collodi Castello, che ha mantenuto intatta l'atmosfera medievale e in cui è piacevole perdersi tra stradine e scalinate fino ad arrivare alla cima dove si trova la Chiesa di San Bartolomeo, protettore della città dalla peste del 1600. Ogni anno il 24 Agosto si ricorda il miracolo con una processione e visita gratuita della Villa. Lungo il percorso fermatevi a bere le fresche acque scorrenti dal Monte Verruca, che sgorgano allegramente nella piazzetta delle fontane.
Come arrivare
In auto
Autostrada A1 direzione Firenze uscita A15 verso La Spezia/Parma Ovest. Prosegui fino all'uscita per A12/E80 verso Livorno. Prendi l'uscita Viareggio-Camaiore per A11 verso Lucca/Firenze uscita Chiesina Uzzanese. Poi attraversare Pescia (5 Km) e proseguire fino a Collodi (4 Km)

Parcheggio
Adiacente all'ingresso è disponibile un parcheggio a pagamento per circa 300 auto.

In treno
Dalla Stazione di Firenze Santa Maria Novella, prendere regionale per Lucca. Scendere alla fermata Pescia e dirigersi alla stazione dei bus. Prendere la Linea U803 Pescia – Collodi.

Bus/Navetta
Si può raggiungere Collodi con una navetta, stagionale o su prenotazione per gruppi, che parte da Montecatini Terme e ha una fermata alla stazione Ferroviaria di Pescia.

Cenni storici
La villa ed il giardino sono uno straordinario esempio del gusto e della cultura toscana del '700. I Garzoni erano una potente famiglia originaria di Pescia, di parte ghibellina, che aveva subito la confisca dei beni, il bando e l'esilio. Riparata a Lucca, dove era assurta alle più alte cariche dello stato, al momento di costruire una villa l'antico gusto della provocazione e della sfida l'aveva ricondotta a questo luogo, che era sull'antico confine fra il Granducato e la Repubblica di Lucca.
La prima notizia certa della villa risale al 1633 ed al marchese Romano di Alessandro Garzoni che probabilmente fu anche il primo architetto del giardino, nel 1652 già delineato nelle forme attuali. L'imponente opera richiese per il suo completamento l'arco di 170 anni e l'impegno di molte generazioni. L'ultimo assetto ed il miracolo della Palazzina d'estate si devono al genio ed al capriccio di Ottavino Diodati, traduttore dell'Encyclopédie e tipico esponente dell'illuminismo toscano. Il giardino, che s'apre come uno stupendo teatro, con giochi e trionfi d'acqua e vasche grandi e stellate, ha suscitato l'invidia di principi e re e può competere non solo con i grandi giardini italiani (Villa d'Este, Boboli, il Parco della Reggia di Caserta), ma anche con quelli europei come Versailles, Fontainbleau, Saint-Claud, Postdam, Wichelmhohe e lo stesso grandioso Schonbrunn di Vienna, con i quali esprime i grandi ideali post-rinascimentali, le rigorose strutture geometriche stemperate dal verde, dall'umida grazia dei fiori, dagli elementi comici, epici e fantastici di statue, mascheroni e fontane. La villa, detta delle cento finestre, è di una bellezza favolosa ed assorta; ai piani nobili si trova la camera che pare abbia ospitato Napoleone e un'imponente cucina, nella quale il Collodi, nipote del fattore di casa Garzoni, visse momenti della sua infanzia.
Accessibilità
Data la particolare conformazione geografica del giardino, l'accessibilità per i diversamente abili è limitata alla parte inferiore del parterre, dove si trova la Butterfly House.
Pet friendly
I cani sono ammessi al guinzaglio e con il kit per la raccolta delle deiezioni.


Diodati Ottaviano

Architetto del paesaggio.

(1716 – 1786)
Letterato lucchese di cultura vastissima ma anche editore, lasciò un corposo numero di scritti di varia natura, sia in prosa sia in versi, fra cui tragedie, commedie e melodrammi. Come editore pubblicò la Biblioteca teatrale italiana (1761-65) e il Giornale enciclopedico di Liegi (1756-60). La sua fama è però dovuta soprattutto alla prima edizione italiana dell'Encyclopédie di Diderot e D'Alembert, edita a Lucca a partire dal 1758 e conclusasi nel 1771, ben presto condannata dal Pontefice. I suoi interessi e le sue competenze si manifestarono anche in campo architettonico, portandolo a progettare la Palazzina d'estate di Villa Garzoni e sistemando anche alcune aree del giardino.

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