Grandi Giardini Italiani
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Maggio
2017
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In nome della Rosa

Simbolo d’amore, passione e delicatezza la rosa è un fiore originario dell’Asia e dell’Europa appartenente alla famiglia delle Rosacee. Fu la prima moglie di Napoleone I, Giuseppina di Beauharnais che, nella seconda metà del 1700 nel suo castello di Malmaison, realizzò una tra le più belle ed estese collezioni del mondo.

A oggi si contano circa 3000 specie diverse per dimensioni, colori e forme. Nei Grandi Giardini Italiani sono ospitate varietà di rose coltivate fin dalla metà del Settecento (alba, gallica, damascena, centifoglia e moscata), oltre a gruppi formatisi nell'Ottocento (borboniane, di Portland, noisette, muscose, ibridi perpetui, cinesi, le prime tea) e gli ibridi di primo Novecento (tea, floribunde, pernetiane). Per scoprire queste meraviglie nasce “In Nome della Rosa”, un itinerario ideato da Grandi Giardini Italiani per accompagnare il visitatore in un viaggio effimero, affascinante, delicato tra i profumi e i colori delle rose che ci immergono in paesaggi “rubati” dalle tele dei più famosi pittori. Un percorso affascinante che racconta 300 anni di storia delle rose.

Dal Nord al Sud dello Stivale sarete ammaliati dall’elegante roseto di Alda di “Villa Arvedi”, a Grezzana - alle porte di Verona - o dalla “rosa di Brera”, che impreziosisce la collezione botanica dell’orto botanico che sorge nel cuore di Milano. Nata dall’incontro di due rose non in commercio, e appartenente al gruppo dei rosai a cespuglio a mazzi, presenta fiori dalla curiosa forma stellata. In boccio si mostra con una tonalità bicolore rossa e gialla che durante l’apertura evolve in un color magenta dai seguiti crema nella parte inferiore del petalo.

Un itinerario coinvolgente e sensazionale che inizia in Piemonte, dai Giardini Botanici di Villa Taranto (Pallanza, VB) e della Reggia della Venaria Reale (Venaria Reale, TO), attraversa la Lombardia e i suoi laghi più importanti, prosegue in Trentino, con il “Giardino della Rosa” (Ronzone, TN) e i fascinosi “Giardini botanici di Castel Trauttmansdorff” (Merano, BZ), passa per il Veneto con il “Viale delle Rose” del Parco Giardino Sigurtà (Valeggio, VR), discende in Liguria con il piccolo roseto dedicato all'attrice Virna Lisi di “Villa Durazzo”(S. Margherita Ligure, GE), avanza verso la Toscana, a Firenze, con la romantica “Villa Gamberaia” e il “Giardino di Boboli” e la sua rosa antica di Ferdinand Pichard, fino all'esplosione di colori del Lazio con “Palazzo Patrizi” sul lago di Bracciano, il “Roseto Vacunae Rosae” (Roccantica, RI), la stanza delle rose dei “Giardini della Landriana” a Tor San Lorenzo, e ancora il roseto di “Villa d’Este” a Tivoli che vanta ben 350 varietà di rose, fino a “Le stanze in fiore di Canalicchio” a Catania, in Sicilia.

<<38 destinazioni, 38 mete, 38 Giardini per immergersi nei profumi, nei colori, nella storia dei sensazionali roseti dei Grandi Giardini Italiani.>>

Monica Lamberti

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Chi non osa cogliere la spina, non dovrebbe mai desiderare la rosa

- Anne Brontë -
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